| by Carlo Climati, il Roma |
Il caso di Roxana Carpio Matas sta suscitando grande sdegno negli ambienti della dissidenza cubana. John Suarez, coordinatore di Free Cuba Foundation, organizzazione di studenti universitari per i diritti umani, definisce l'episodio "un vergognoso oltraggio". "Purtroppo - aggiunge John Suarez - un fatto del genere non rappresenta una novità. Le donne cubane sono state maltrattate, picchiate e torturate dal regime nel corso degli ultimi quarant'anni".
Dello stesso parere è Frank Hernandez-Trujillo, direttore del Gad (Gruppo di Appoggio alla Dissidenza), famosa organizzazione anticastrista. "Le donne - spiega Frank Hernandez-Trujillo - sono molto attive nell'opposizione. Oltre la metà delle persone coinvolte nella dissidenza sono di sesso femminile. Subiscono le stesse persecuzioni degli uomini, e in più devono preoccuparsi dei figli. Ci sono state situazioni molto tristi. Ileana Curra Luzon, ad esempio, è stata condannata a nove mesi di reclusione durante la gravidanza. Il regime l'ha liberata soltanto poco tempo prima del parto. Inoltre, le donne dissidenti sono sottoposte a torture psicologiche. Vengono rinchiuse nelle stesse celle in cui si trovano le criminali comuni e le prostitute".
Un grave episodio di repressione nei confronti delle donne si è verificato durante la Messa del Papa a L'Avana. Mentre Giovanni Paolo II pregava, il regime di Castro continuava le sue persecuzioni. Quel giorno, la polizia ha portato via alcune donne che protestavano pacificamente contro il Governo. Una di esse teneva in mano un cartello con la scritta "Basta con la dittatura di Castro".
Questi episodi di repressione sono stati filmati in una videocassetta, che è stata inviata al Papa dalla Coalicion de Mujeres Cubano-Americanos, gruppo femminile di dissidenti dell'isola.