"Castro libera i pesci piccoli"
3.04 p.m. ET (1911 GMT) February 17, 1998

by Carlo Climati, il Roma

Fidel Castro getta la maschera. Il Governo cubano ha fatto sapere, attraverso una dichiarazione ufficiale del Ministro degli Esteri Roberto Robaina, che le liberazioni di alcuni prigionieri politici avvenute nei giorni scorsi non devono essere interpretate come un segno d'apertura nei confronti delladissidenza. Si gelano, quindi, le speranze del Papa, che aveva descritto quelle scarcerazioni come "atti di clemenza e di buona volont`". Lo show di Fidel Castro é terminato. A Cuba, almeno per ora, non cambierànulla. Il Ministro degli Esteri ha anche aggiunto che le leggi dello Stato contro la libertàd'espressione resteranno invariate. "L'indulto - ha detto Roberto Robaina - non é stato concesso per alimentare atti di dissidenza interna". Quindi, il regime potràcontinuare ad arrestare e torturare i suoi oppositori. I più famosi prigionieri politici cubani sono ancora tutti in carcere. Alcuni di essi versano in gravi condizioni di salute. Ma Castro si é limitato a liberare soltanto i "pesci piccoli", lasciando in galera i suoi avversari più scomodi.

Quale saràil futuro dei tanti dissidenti imprigionati? Il Ministro degli Esteri ha dichiarato: "Non ci sentiamo obbligati a rispondere a nessuno, a proposito della lista delle persone da liberare". Insomma, peggio di cosl si muore. Nessuna apertura. Nessun cambiamento di leggi. Nessuna dichiarazione ufficiale. Chissàse, dopo queste dolci parole, il Vaticano avràancora voglia di parlare di "clemenza" e di "buona volont`".

Le dichiarazioni di Roberto Robaina non hanno destato meraviglia negli ambienti della dissidenza. "Non é successo nulla di nuovo - ha detto John Suarez, coordinatore del gruppo Free Cuba Foundation - Fidel Castro ha sempre avuto due facce. Una é quella che fa vedere al mondo. L'altra é quella che mostra al popolo cubano". Adolfo Rivero, vicepresidente del Comitato Cubano per i Diritti Umani, parla di "arroganza nel potere". Mentre Frank Hernandez-Trujillo, direttore del Gad (Gruppo di Appoggio alla Dissidenza) lancia un'appello alla stampa internazionale: "E' ora di trasmettere un messaggio chiaro al mondo. Non ci potràessere alcun cambiamento nell'isola, se non si modificano le leggi dello Stato".

Intanto, a Cuba é scoppiato un piccolo "giallo" sulla lista dei prigionieri che era stata consegnata dal Vaticano a Fidel Castro. Su duecentosettanta nomi, si é scoperto che ben centosei erano giàstati liberati. Sembra che la Chiesa abbia agito senza coordinarsi con i dissidenti dell'isola, presentando un elenco pieno di errori.

Fonti della dissidenza rivelano che l'episodio é diventato una specie di "barzelletta" a L'Avana. Nell'elenco del Vaticano figuravano, addirittura, attivisti come Indamiro Restano, che da due anni vive a Miami, e Rafael Solano, attualmente residente a Madrid. I comunisti cubani hanno riso molto per questo disguido. La Chiesa, invece, dopo le notizie di oggi, avràben poco da ridere.

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